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domenica 4 dicembre 2011

Spaghetti con cipolle di Tropea e capperi


Ma qual'è il giorno migliore, se non la Domenica mattina? Tutto viene fatto con calma, in armonia, ci si sveglia un attimo più tardi e ci rilassiamo! E' il giorno delle coccole, del profumo di caffè, di paste appena sfornate e oggi in particolar modo è il giorno del Natale! No, non avete capito male, oggi è il vero giorno del Natale perchè in casa nostra, oggi verrà preparato l'albero, appese le ghirlande, e accesi i profuma ambiente con goccioline magiche che odorano di cannella, arancio e pino mugo!
A dirvi in tutta sincerità ho sempre preparato gli addobbi l'8 Dicembre, ma penso che sia comune in tutte le famiglie. Ma da quest'anno mi sono voluta anticipare, è così bella l'atmosfera che regala una casa in modalità Christmas time che non voglio aspettare oltre!

giovedì 3 marzo 2011

Polpette di carnevale



"Ma ancora di questo Carnevale dobbiamo parlare?" mi viene in mente la voce di Ficarra mentre penso a ciò. Davvero, ancora di Carnevale. Perchè adesso mio nonno si è fissato con le sue polpette di carnevale, quelle che faceva sua mamma a tutti e 9 i figli. Più che una ricetta tirata fuori da qualche cassetto, si tratta diciamo di polpette tradizionali che però hanno la sua valenza nei ricordi. Lui le chiama "calabresi", forse per rendere omaggio alla sua terra, ma secondo me sono polpette che troviamo in tutta Italia!
E più che si avanza con l'età, più che riaffiorano nella mente, o sbaglio? Almeno io vedo i miei nonni che associano sempre un periodo a un piatto.
 "Quando ero piccina abitavamo a Bagucci, e ci divertivamo a fare il burro"
 "Mi ricordo quando la mamma per merenda ci dava pane e 3 fichi"
"Com'era bello il Carnevale: la mamma ci faceva le polpette"

mercoledì 13 ottobre 2010

Grispelle calabresi



Oggi vi voglio parlare di mio nonno Antonio, il padre di mia madre. Che poi in realtà si chiamerebbe Silvio, ma nessuno lo conosce come tale! E' il nonno per eccellenza, quello con la N maiuscola. A vederlo sembra serio e distinto, ma basta farci una parola per rimanere colpiti dalla sua simpatia e allegria. Quando era nel fior fiore degli anni, quando ancora vantava un bel cesto di capelli neri come la pece e dritti come una spazzola, incuteva timore. Ma non perchè fosse violento o trattasse male le persone, per carità, ma piuttosto perchè si faceva rispettare e da buon calabrese quale lui è, è sempre stato testardo: se diceva una cosa, quella rimaneva.
Adesso che i suoi capelli sono tutti bianchi, e nelle sue rughe si possono contare i suoi 77 anni, intravedo in lui la parte più fragile e tenera. Mi piace tanto ridere e scherzare con lui, e quando gli angoli delle sue labbra si inclinano all'insù, mi sento felice. Ha le mani grandi, calde e ruvide e io la sera scendo giù, infreddolita, lo prendo per mano e, come fossi ancora piccola e indifesa gli dico "nonno, mi riscaldi le mani?" e lui in silenzio ride, provando ancora quel senso di fierezza e come un bambino si lascia coccolare dalla nipote più grande. Gli voglio un mondo di bene, e gliene vorrò in eterno. Ha un animo gentile e delicato, ha un cuore enorme. E' un amante degli animali, della natura e della buona tavola. Ma il suo punto di forza è che non lascia niente di non detto. Io ho molta stima di lui, lo ammiro e lo porto come esempio, perchè è davvero un grande uomo.
Lui viene da un piccolo paesino della Calabria: Soveria Mannelli, in provincia di Catanzaro. E' stato portato in Toscana quando aveva circa 10 anni e nessuno mai direbbe che sia calabrese, in quanto parla il toscano meglio di me! Io al suo paese non ci sono mai stata, o forse si, ma ero talmente piccola che nemmeno mi ricordo, avrò avuto 3 anni. Mi dice sempre se un anno andiamo insieme, ma ancora, non siamo mai andati. Spero di esaudire questo suo sogno. I miei nonni però ci sono stati 3 anni fa ed era talmente contento di tornare dopo 50 anni dall'ultima volta che quasi quasi avrebbe voluto comprare casa là!
Però qualcosa di calabrese mi accompagna da sempre: le grispelle. Insegnate a mia nonna dalla mamma del nonno, nonchè sua suocera e scritte nel libro di ricette di famiglia.  E ancora oggi, ogni tanto le rispolvera e le ha insegnate a mia mamma, e poi a me. Si mangiano per accompagnare salumi, affettati e formaggi, ma sono buone anche così, vuote. E come dico sempre: i sapori della tradizione sono sempre i migliori.